«Piede piatto da quarant'anni. Ho buttato via più di mille euro di solette — poi ho capito perché cedevano tutte.»
Il su misura da 300 € ha retto sei mesi. Il gel, due giorni. Il problema non erano i miei piedi: era quello che ci mettevo sotto.

«Me l'hanno detto alla visita di leva: piede piatto. Avevo diciotto anni. Non ci ho più pensato per vent'anni.» — Maurizio, 57 anni
A diciotto anni «piede piatto» era solo una parola su un foglio. Camminavo, correvo, giocavo a calcio il giovedì sera. Non mi ha mai dato fastidio.
Il conto è arrivato verso i quarantacinque. Avevo smesso di giocare, avevo messo su una quindicina di chili, e passavo la giornata in piedi in officina.
La sera i piedi erano piatti sul pavimento come due tavole. Il tallone bruciava. E la mattina dopo, il primo passo giù dal letto era la parte peggiore della giornata.
Mi ripetevo la frase che ci diciamo tutti: è l'età, è il peso, si sopporta.

Poi ho iniziato a comprare solette. E non ho più smesso per dieci anni.
Le prime, in gel, al supermercato. Dodici euro. Morbide il primo giorno. Piatte dopo due. Ne ho comprate almeno sei paia, convincendomi ogni volta che stavolta era il modello giusto.
Poi quelle sportive, «a memoria di forma». Trenta, quaranta euro. Stessa storia, solo più lenta: un mese invece di due giorni.
Poi il su misura dal podologo. Trecento euro. Quelle ci credevo davvero. Hanno retto sei mesi prima di cedere.
A un certo punto ho aperto il cassetto e ho contato. Più di mille euro di solette. Tutte finite piatte.
«Non era sfortuna. Cedevano tutte per lo stesso identico motivo.»
Perché una soletta morbida non può sostenere un arco
Un arco che cede ha bisogno di una cosa sola: qualcosa che non ceda.
Il gel è morbido per definizione. Sotto il peso si schiaccia — ed è proprio quello che gli chiedi di fare. Riempie il vuoto sotto l'arco, ma non lo tiene su. Più pesi, più si schiaccia. E chi ha il piede piatto, su quel punto, di peso ne scarica parecchio.
Attutire e sostenere non sono la stessa cosa. Sono due lavori diversi.

«Lo modellano sul tuo arco così com'è»
E il su misura, allora?
Quando sono andato dal podologo mi ha fatto affondare il piede in una scatola di schiuma. Ha preso l'impronta, e ha modellato il plantare su quella.
Ci ho messo anni a vedere il paradosso.
La mia impronta era l'impronta di un piede piatto. Cioè di un arco già a terra. Hanno modellato il plantare esattamente sulla posizione ceduta.
Ho pagato trecento euro per un plantare copiato sul problema.

Il guscio rigido — e la prova dei 135 chili
Le solette ArcoFlex prendono quello che i plantari ortopedici fanno bene, il sostegno rigido, ma lo costruiscono per tenere l'arco dov'è progettato per stare — non dov'è finito.
Sotto la soletta, all'altezza dell'arco, c'è un guscio rigido. Non un cuscinetto: una struttura che sotto il peso non si muove.

La prova che mi ha convinto l'ho fatta sul tavolo di casa, con i dischi della vecchia panca. Oltre 135 chili appoggiati sopra, e la soletta non si è schiacciata. Il gel, quel peso, non lo tiene un secondo. È tutta lì la differenza.

«Ma entreranno nelle mie scarpe?»
È stata la mia prima domanda, perché in officina porto le antinfortunistiche e fuori le scarpe da città.
Il profilo è sottile e si tagliano lungo le linee già tracciate sotto: ci metti trenta secondi con un paio di forbici. Due taglie, S (35-40) e L (40-46).
Io ne ho un paio nelle scarpe da lavoro e un paio in quelle di tutti i giorni. Spostarle ogni mattina era l'unica cosa che me le faceva dimenticare a casa.


I primi giorni
Devo dirlo, perché a me nessuno l'aveva detto.
I primi giorni si sentono. Il piede non è abituato ad avere qualcosa che lo tiene su in quel punto — dopo quarant'anni passati a stare a terra, è normale. Non è dolore: è una pressione a cui non sei abituato.
Dopo qualche giorno smetti di accorgertene. E a quel punto, quando torni a metterti le vecchie, senti il vuoto.
Cosa è cambiato
Non ho cambiato piede. Il mio piede è piatto adesso come lo era alla visita di leva.
Quello che è cambiato è la fine della giornata. E le camminate lunghe della domenica, che avevo smesso di fare senza nemmeno decidere di smettere.
Non mi aspettavo miracoli. Mi aspettavo una riduzione. È quello che ho avuto.

«Non ho cambiato piede. Ho cambiato quello che c'è sotto.»

ArcoFlex · Solette Ortopediche di Supporto
Guscio rigido di sostegno per l'arco plantare, pensato per chi ha il piede piatto o l'arco ceduto. Di Sensa, azienda italiana. A partire da 29,90 € — 44,90 € due paia.
- ✓ Guscio rigido che non si schiaccia sotto il peso
- ✓ Regge oltre 135 chili senza cedere
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- ✓ 30 giorni di prova · spedizione gratuita
Cosa dicono in Italia
«Mi hanno detto che è crollato l'arco plantare. Siete i primi che ho visto con questa offerta.»
«La forma mi dava l'idea che potesse alleviare il dolore dopo una camminata. Così è stato. Ho meno dolore sulle lunghe passeggiate.»
«Poco arco plantare, le porto sempre. Ne ho già provate altre — questa è ottima. Ne ho ordinate tre paia.»
Domande frequenti
Ho già provato tante solette e non hanno funzionato. Perché queste sì?
Perché quasi tutte le solette in commercio sono morbide: sotto il peso si schiacciano e l'arco ci sprofonda dentro. Qui il sostegno è un guscio rigido, che sotto carico non si muove.
Con il mio peso reggeranno?
Il guscio regge oltre 135 chili senza schiacciarsi. È la prova che facciamo in tutti i nostri video.
Entrano nelle scarpe antinfortunistiche?
Sì. Profilo sottile e taglio guidato lungo le linee tracciate. Due taglie: S (35-40) e L (40-46).
E se non fanno per me?
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